Dal 14 aprile 2026 l’INPS ha riaperto ufficialmente le domande per il Bonus Nuovi Nati, il contributo una tantum da 1.000 euro introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 per sostenere le famiglie con figli nati, adottati o in affidamento dal 1° gennaio 2025. Una misura concreta, attesa da molte famiglie italiane, che si inserisce nel quadro più ampio delle agevolazioni dedicate alla genitorialità nel 2026. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non perdere neanche un euro.
Bonus Nuovi Nati 2026: importo, requisiti ISEE e scadenze INPS
Il Bonus Nuovi Nati da 1.000 euro è erogato una tantum dall’INPS a favore di ogni figlio nato, adottato o accolto in affidamento a partire dal 1° gennaio 2025. Possono richiederlo i genitori — madre o padre — residenti in Italia, siano essi cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno valido. È necessario disporre di un ISEE in corso di validità : storicamente la soglia si è attestata intorno ai 40.000 euro, ma è sempre consigliabile verificare i dettagli aggiornati sul portale ufficiale INPS, dove sono disponibili le istruzioni contenute nella circolare n. 45 del 10 aprile 2026.
Una delle novità più rilevanti introdotte per il 2026 riguarda la proroga della validità delle domande: grazie all’articolo 6-bis del decreto legge 95/2025, i genitori hanno ora tempo fino al terzo anno di età del minore per presentare la richiesta, un margine decisamente più ampio rispetto al passato. Le domande sono aperte dal 14 aprile, come comunicato dall’INPS con il messaggio n. 1268, e per alcune casistiche correlate la scadenza intermedia era fissata al 1° maggio 2026.
Come fare domanda per il Bonus Bebè: SPID, CIE e funzione riesame
La procedura è interamente digitale. Per accedere al servizio è sufficiente collegarsi al portale INPS con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS e cercare la sezione dedicata al “Bonus nuovi nati” o al “Premio alla nascita”. Tra i documenti necessari figurano il certificato di nascita o di adozione e l’attestazione ISEE aggiornata.
Chi invece aveva già presentato domanda nel 2025 e si è visto respingere la richiesta — o la vede ancora in stato di attesa — ha a disposizione dal 2 aprile 2026 la nuova funzionalità “Chiedi riesame”, annunciata con il messaggio INPS n. 1187. Un’opportunità importante per chi non vuole rinunciare al contributo per ragioni burocratiche o per documentazione incompleta.
Bonus Casalinghe, babysitter e colf: tutte le agevolazioni per le mamme nel 2026
Il Bonus Nuovi Nati non è l’unica misura pensata per le famiglie nel 2026. Le casalinghe e i casalinghi tra i 18 e i 67 anni, iscritti all’INAIL per gli infortuni domestici, possono accedere a corsi di formazione gratuiti della durata massima di 12 mesi, erogati in modalità telematica con tutoraggio. Non è richiesto alcun ISEE e i corsi sono gestiti da enti accreditati dal Dipartimento per le Pari Opportunità . Non si tratta di un bonus in denaro, ma di un investimento concreto in competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Per le famiglie che si avvalgono di assistenza domestica, invece, è disponibile il Bonus Colf, Badanti e Babysitter, che consente di ottenere un contributo fino a 1.200 euro per le spese sostenute nell’assunzione di personale di supporto familiare, senza necessità di presentare il modello 730. Una misura che alleggerisce il peso economico per chi concilia lavoro e famiglia con l’aiuto di collaboratori esterni.
Riepilogo delle misure attive: cosa spetta alle famiglie nel 2026
- Bonus Nuovi Nati: 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato dal 2025, domande aperte dal 14 aprile 2026
- Bonus Casalinghe: corsi di formazione gratuiti fino a 12 mesi, per chi ha tra i 18 e i 67 anni e non lavora fuori casa
- Bonus Colf e Babysitter: fino a 1.200 euro per le famiglie che assumono assistenza domestica, senza obbligo di 730
- Funzione “Chiedi riesame”: attiva dal 2 aprile 2026 per le domande 2025 respinte o in sospeso
Il quadro delle agevolazioni per le mamme e le famiglie italiane nel 2026 è più articolato di quanto sembri. Conoscere ogni misura disponibile — e sapere come richiederla nei tempi giusti — può fare la differenza tra lasciare soldi sul tavolo o incassare quanto spetta di diritto. Il portale INPS rimane il punto di riferimento principale per ogni aggiornamento.
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